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  • Immagine del redattoreMaria Vittoria De Girolamo

I BENEFICI DELLA MINDFULNESS SUL PAZIENTE CON PATOLOGIE CRONICHE…e non solo!!!

Aggiornamento: 30 ago 2023

La pratica della mindfulness si sta diffondendo in diversi settori, aziendali e sanitari, per favorire il recupero e mantenimento del benessere interiore ed emotivo. Diversi studi e ricerche confermano come questo approccio proposto nel programma MBSR (Mindfulness based stress recudtion), con gli interventi ad esso correlati, risulta essere altamente efficace nel ridurre lo stress e l’entità di tutti i problemi conseguenti dello stress, come l’ansia, il panico e la depressione (Kabat Zinn, 2014). Il programma MBSR ha inoltre dato prova di poter determinare effetti positivi sul modo in cui il cervello elabora le emozioni percepite come negative in condizioni di stress, spostando l’attivazione del versante destro a quello sinistro in determinate aree della corteccia cerebrale, determinando così un maggior bilancio emotivo ed inducendo modificazioni positive nel funzionamento del sistema immunitario (Kabat Zinn, 2014).


In che cosa consiste il programma MBSR


Jon Kabat Zinn, (Professore emerito di Medicina presso la Medical School dell’Università del Massachusetts e fondatore del Center for Mindfulness in Medicine, Healthcare and Society e creatore del programma MBSR), afferma quanto segue:


“Mindfulness è consapevolezza che si coltiva esercitando l’attenzione in una modalità intensa e peculiare, ossia con intenzione, nel momento presente e senza attitudine giudicante. È una tra le molte forme di meditazione, considerate come l’insieme delle vie attraverso cui ci dedichiamo a:

1) disciplinare sistemicamente la nostra attenzione e la nostra energia;

2) influenzare e se possibile trasformare la qualità della nostra esperienza

3) allo scopo di realizzare interamente la sfera della nostra umanità

4 )e delle nostre relazioni con gli altri e con il mondo” (Kabat Zinn, 2014).


L’approccio mindfulness risulta essere efficace anche nella gestione emotiva conseguente all’insorgenza di alcune patologie croniche, come ad esempio il diabete.

Una parte considerevole dei pazienti con diabete (20-40%) ha problemi emotivi come preoccupazioni specifiche nei confronti della malattia (paura o preoccupazioni per le complicazioni) e sintomi più generali di angoscia, ansia e depressione. Gli studi dimostrano anche che il disagio emotivo nei pazienti con diabete è associato ad una qualità di vita ridotta, comportamenti di auto-cura scadenti, valutazioni più negative della terapia insulinica, ridotto controllo glicemico (Van Son, et alt, 2011).


QUALI POSSONO ESSERE GLI INTERVENTI PER MIGLIORARE IL BENESSERE EMOTIVO DEI PAZIENTI


Un intervento efficace che può aiutare a ridurre i sintomi di depressione, ansia e stress emotivo specifico per il diabete è un approccio gentile che evoca alla consapevolezza. La consapevolezza può essere definita come l'autoregolazione nella focalizzazione, come l'attenzione su un‘esperienza diretta, adottando al contempo una visione curiosa, aperta, ed accettare l'atteggiamento verso queste esperienze, in particolare i propri processi psicologici, come i pensieri e sentimenti. La mindfulness, in questo risulta essere l'approccio più idoneo in quanto questa disciplina ha a che fare con la ferma volontà di richiamare l’ampiezza della consapevolezza, volta dopo volta, sull’oggetto da cui si allontana, qualunque esso sia; il riuscire a prendere questo tipo di posizione nei confronti della nostra esperienza, di impegnarsi a modificarla, è un atto di generosità verso noi stessi, un atto di gentilezza e di intelligenza (Kabat Zinn,2014).

Gli interventi sulla consapevolezza basati su programmi di mindfulness, hanno generato effetti positivi sul benessere emotivo e sulla qualità della vita su diversi gruppi di pazienti con patologie croniche (Speca e al., 2000 – Grossman et al., 2004).


QUALI SONO I BENEFICI DI UN’APPROCCIO MINDFULNESS PER IL PAZIENTE


Un approccio mindfulness favorisce una maggior consapevolezza, favorendo il benessere emotivo, associato ad un migliore comportamento di cura di sé, alla capacità di adottare comportamenti sani in armonia con i propri valori, soprattutto di fronte ad esperienze o a situazioni difficili. Infatti, attraverso la mindfulness si presta molta attenzione alle sensazioni corporee durante gli interventi di consapevolezza, e questo porta le persone ad entrare più in contatto con il proprio corpo e ad ascoltare i segnali e bisogni che ci invia (Van Son et al., 2011).


MINDFULNESS…RISORSA POTENTE ANCHE PER GLI INFERMIERI!!!


Ma l’approccio mindfulness, all’ascolto di sé in modalità gentile e non giudicante, è risultato efficace anche nel trattamento dei disturbi psico-emotivi legati ad eventi post traumatici, come ad esempio la sindrome POST TRAUMATIC STRESS DISORDER (PTSD), che colpisce prevalentemente i soldati reduci dalle guerre e non da ultimo tutti i professionisti sanitari investiti dallo stress post traumatico dovuto all’emergenza pandemica, post covid 19.

I risultati di uno studio pilota (King et al., 2013), confermano come un intervento di pratica di mindfulness su un gruppo di veterani si è rivelata un intervento di terapia efficace nel contrastare le cognizioni negative legate al trauma, favorendo anche un aumento della capacità di prestare attenzione attivamente e generare giudizi non giudicanti su sé stessi, con l'accettazione dei ricordi traumatici ma al tempo stesso a generare delle risposte fisiologiche che possono aiutare a preparare gli individui a un approccio focalizzato sul trauma.

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